In flessione il mercato dei bandi delle infrastrutture e dei servizi
Roma,
21 febbraio 2012 - Comincia con una battuta d'arresto il 2012 per il
mercato degli appalti. Non c'è quindi la replica del boom registrato a
dicembre, ma un calo degli importi, anche se non del numero, dei bandi
dei lavori e dei servizi di progettazione e di igegneria, rilevato a
gennaio sia dall'Osservatorio Cresme Europa Servizi che
dall'Osservatorio Oice.
I dati dell'Osservatorio Cresme
Per quanto riguarda i lavori, gennaio fa registrare un incremento delle gare, ma con valori più contenuti: i 1.378 avvisi per 1,113 miliardi corrispondono ad un aumento del 12,4% per gli avvisi e ad un calo del 25,3% rispetto a gennaio 2010. Al primo posto si piazzano le amministrazioni comunali, con 852 gare(+19%), anche se gli importi si dimezzano (366 milioni, -53%). La performance migliore tra le grandi stazioni appaltanti è quella delle aziende speciali che mettono sul mercato 76 appalti (+43%) per 129 milioni (+41%). Dato negativo invece per le Ferrovie, che hanno indetto 16 gare (-27%) per 48,9 milioni (-33%), mentre va meglio l'Anas che a gennaio ha promosso 16 bandi (+60%) per 11,2 milioni (-12%).
Il dato più significativo che emerge è la crescita dei piccoli bandi: nella fascia fino a 150mila euro si registrano 479 bandi (+39%) per 30,7 milioni (+23%), in quella tra 150 e 500mila euro 326 avvisi (+3,8%) per 92,9 milioni (+5,3%). Indici negativi invece per le altre classi: la peggiore è quella tra 15 e 50 milioni che frena rispettivamente del 33 e 36 per cento. A livello regionale, la Sicilia guida la graduatoria con 287 gare (+92%) per 167 milioni (+107%) davanti alla Lombardia che ha promosso 75 opere pubbliche (-39%) per 111 milioni (-65%). In ribasso anche il Veneto con 38 gare (-15%) per 80 milioni (-38%) e il Lazio con 49 appalti (-42%) per 49 milioni (-49%).
Il bando più importante di gennaio è stato quello del valore di 69 milioni relativo alla realizzazione della progettazione ed esecuzione dei lavori di urbanizzazione del comparto Cascina Merlata a Milano, tra cui la viabilità inerente alla via Gallarate, la viabilità interna, il parco attrezzato, le piazze e le passerelle ciclopedonali.
I dati dell'Osservatorio Oice
Dopo il recupero dell'ultimo semestre del 2011, il nuovo anno si apre in tono fortemente negativo anche per i servizi di progettazione e ingegneria: il valore complessivo rilevato nel mese di gennaio è il più basso della serie mensile degli ultimi dieci anni. Infatti, secondo l’aggiornamento al 31 gennaio 2012 dell'Osservatorio Oice-Informatel, le gare di servizi di ingegneria e architettura bandite nel mese di gennaio sono state 306 (di cui 21 sopra soglia) per un importo complessivo di soli 21,2 milioni di euro (9,5 sopra soglia e 11,7 sotto soglia). Ciò significa decrementi, rispetto a gennaio 2011, dello 0,6% in numero (-32,3 sopra soglia e +2,9 sotto soglia) e del 32,3% in valore (-54,6 sopra soglia e +13,3 sotto soglia) e, rispetto al precedente mese di dicembre, all’incremento del 9,3% in numero (-19,2 sopra soglia e +12,2 sotto soglia) corrisponde il calo del 56,2% in valore (-78,4 sopra soglia e +8,5 sotto soglia).
Continuano ad essere eccessivi i ribassi con cui le gare vengono aggiudicate: in base ai dati raccolti a gennaio il ribasso medio sul prezzo a base d'asta, per le gare indette nel 2010, è al 41,8%. Le informazioni sulle principali gare indette nel 2011 e già aggiudicate ci danno un ribasso medio del 41,9%.
“Il 2012 non inizia bene – ha dichiarato il presidente dell'OICE Gabriele Giacobazzi –, aumentando le preoccupazioni per il settore che soffre da troppo tempo il disimpegno della Pubblica Amministrazione dagli investimenti in infrastrutture. La situazione del mercato rimane quindi estremamente fluida e incerta, così come il quadro normativo che, sottoposto a interventi di urgenza dal Governo Monti, rischia di destabilizzare le regole che le stazioni appaltanti devono applicare. Al di là del merito degli interventi posti in essere con il decreto legge sulle semplificazioni che, soprattutto con l’attivazione della banca dati nazionale sui contratti pubblici, dovrebbe effettivamente rendere molto più agevole la partecipazione alle gare riducendo i costi burocratici per le imprese e per le stazioni appaltanti, ci sono altri casi in cui le norme del Governo indirettamente creano problemi, anche rilevanti. E’ il caso – ha continuato il presidente dell'OICE – delle gare di progettazione per le quali, con l’abrogazione delle tariffe professionali – misura peraltro positiva e da tempo auspicata anche da OICE – si rischia la paralisi. La norma contenuta nel decreto legge sulle liberalizzazioni priverà infatti le stazioni appaltanti di qualsiasi riferimento per stimare la base di gara e renderà impossibile definire i requisiti di capacità tecnica, anch’essi basati sulle tariffe, nonché predisporre i certificati dei servizi svolti. E’ un caso emblematico di come una norma pensata per settori particolarmente protetti, impatti su altri settori creando problemi evidentemente non studiati preventivamente e sui quali appare più che necessario intervenire in sede di conversione del decreto-legge. Sarebbe paradossale – ha concluso Gabriele Giacobazzi – che un provvedimento dal quale ci si attende anche sviluppo e crescita finisca per raggiungere esattamente il risultato opposto: bloccare il mercato pubblico degli affidamenti di servizi di ingegneria e architettura”.
La posizione dell’Italia rispetto agli altri paesi europei si rileva dal numero delle gare italiane pubblicate sulla gazzetta comunitaria, che è passato dalle 31 del gennaio 2011 alle 21 del gennaio 2012, -32,3%. Nell'insieme dei Paesi dell'Unione Europea la domanda di servizi di ingegneria e architettura presenta nel mese di gennaio un andamento opposto a quello italiano: +13,5%. Sempre molto modesta, al 2,1%, la quota del nostro Paese sul numero totale delle gare pubblicate, risultando di gran lunga inferiore rispetto a quella di Paesi di paragonabile rilevanza economica: Francia 42,5%, Germania 10,5%, Polonia 8,0%, Ungheria 5,4%, Repubblica Ceca 4,3%, Gran Bretagna 4,2%, Spagna 2,3%. In recupero l’andamento delle gare miste, cioè per progettazione e costruzione insieme. Nel mese di gennaio 2012, rispetto allo stesso mese del 2010, il valore messo in gara sale del 43,7%.
Per quanto riguarda i lavori, gennaio fa registrare un incremento delle gare, ma con valori più contenuti: i 1.378 avvisi per 1,113 miliardi corrispondono ad un aumento del 12,4% per gli avvisi e ad un calo del 25,3% rispetto a gennaio 2010. Al primo posto si piazzano le amministrazioni comunali, con 852 gare(+19%), anche se gli importi si dimezzano (366 milioni, -53%). La performance migliore tra le grandi stazioni appaltanti è quella delle aziende speciali che mettono sul mercato 76 appalti (+43%) per 129 milioni (+41%). Dato negativo invece per le Ferrovie, che hanno indetto 16 gare (-27%) per 48,9 milioni (-33%), mentre va meglio l'Anas che a gennaio ha promosso 16 bandi (+60%) per 11,2 milioni (-12%).
Il dato più significativo che emerge è la crescita dei piccoli bandi: nella fascia fino a 150mila euro si registrano 479 bandi (+39%) per 30,7 milioni (+23%), in quella tra 150 e 500mila euro 326 avvisi (+3,8%) per 92,9 milioni (+5,3%). Indici negativi invece per le altre classi: la peggiore è quella tra 15 e 50 milioni che frena rispettivamente del 33 e 36 per cento. A livello regionale, la Sicilia guida la graduatoria con 287 gare (+92%) per 167 milioni (+107%) davanti alla Lombardia che ha promosso 75 opere pubbliche (-39%) per 111 milioni (-65%). In ribasso anche il Veneto con 38 gare (-15%) per 80 milioni (-38%) e il Lazio con 49 appalti (-42%) per 49 milioni (-49%).
Il bando più importante di gennaio è stato quello del valore di 69 milioni relativo alla realizzazione della progettazione ed esecuzione dei lavori di urbanizzazione del comparto Cascina Merlata a Milano, tra cui la viabilità inerente alla via Gallarate, la viabilità interna, il parco attrezzato, le piazze e le passerelle ciclopedonali.
I dati dell'Osservatorio Oice
Dopo il recupero dell'ultimo semestre del 2011, il nuovo anno si apre in tono fortemente negativo anche per i servizi di progettazione e ingegneria: il valore complessivo rilevato nel mese di gennaio è il più basso della serie mensile degli ultimi dieci anni. Infatti, secondo l’aggiornamento al 31 gennaio 2012 dell'Osservatorio Oice-Informatel, le gare di servizi di ingegneria e architettura bandite nel mese di gennaio sono state 306 (di cui 21 sopra soglia) per un importo complessivo di soli 21,2 milioni di euro (9,5 sopra soglia e 11,7 sotto soglia). Ciò significa decrementi, rispetto a gennaio 2011, dello 0,6% in numero (-32,3 sopra soglia e +2,9 sotto soglia) e del 32,3% in valore (-54,6 sopra soglia e +13,3 sotto soglia) e, rispetto al precedente mese di dicembre, all’incremento del 9,3% in numero (-19,2 sopra soglia e +12,2 sotto soglia) corrisponde il calo del 56,2% in valore (-78,4 sopra soglia e +8,5 sotto soglia).
Continuano ad essere eccessivi i ribassi con cui le gare vengono aggiudicate: in base ai dati raccolti a gennaio il ribasso medio sul prezzo a base d'asta, per le gare indette nel 2010, è al 41,8%. Le informazioni sulle principali gare indette nel 2011 e già aggiudicate ci danno un ribasso medio del 41,9%.
“Il 2012 non inizia bene – ha dichiarato il presidente dell'OICE Gabriele Giacobazzi –, aumentando le preoccupazioni per il settore che soffre da troppo tempo il disimpegno della Pubblica Amministrazione dagli investimenti in infrastrutture. La situazione del mercato rimane quindi estremamente fluida e incerta, così come il quadro normativo che, sottoposto a interventi di urgenza dal Governo Monti, rischia di destabilizzare le regole che le stazioni appaltanti devono applicare. Al di là del merito degli interventi posti in essere con il decreto legge sulle semplificazioni che, soprattutto con l’attivazione della banca dati nazionale sui contratti pubblici, dovrebbe effettivamente rendere molto più agevole la partecipazione alle gare riducendo i costi burocratici per le imprese e per le stazioni appaltanti, ci sono altri casi in cui le norme del Governo indirettamente creano problemi, anche rilevanti. E’ il caso – ha continuato il presidente dell'OICE – delle gare di progettazione per le quali, con l’abrogazione delle tariffe professionali – misura peraltro positiva e da tempo auspicata anche da OICE – si rischia la paralisi. La norma contenuta nel decreto legge sulle liberalizzazioni priverà infatti le stazioni appaltanti di qualsiasi riferimento per stimare la base di gara e renderà impossibile definire i requisiti di capacità tecnica, anch’essi basati sulle tariffe, nonché predisporre i certificati dei servizi svolti. E’ un caso emblematico di come una norma pensata per settori particolarmente protetti, impatti su altri settori creando problemi evidentemente non studiati preventivamente e sui quali appare più che necessario intervenire in sede di conversione del decreto-legge. Sarebbe paradossale – ha concluso Gabriele Giacobazzi – che un provvedimento dal quale ci si attende anche sviluppo e crescita finisca per raggiungere esattamente il risultato opposto: bloccare il mercato pubblico degli affidamenti di servizi di ingegneria e architettura”.
La posizione dell’Italia rispetto agli altri paesi europei si rileva dal numero delle gare italiane pubblicate sulla gazzetta comunitaria, che è passato dalle 31 del gennaio 2011 alle 21 del gennaio 2012, -32,3%. Nell'insieme dei Paesi dell'Unione Europea la domanda di servizi di ingegneria e architettura presenta nel mese di gennaio un andamento opposto a quello italiano: +13,5%. Sempre molto modesta, al 2,1%, la quota del nostro Paese sul numero totale delle gare pubblicate, risultando di gran lunga inferiore rispetto a quella di Paesi di paragonabile rilevanza economica: Francia 42,5%, Germania 10,5%, Polonia 8,0%, Ungheria 5,4%, Repubblica Ceca 4,3%, Gran Bretagna 4,2%, Spagna 2,3%. In recupero l’andamento delle gare miste, cioè per progettazione e costruzione insieme. Nel mese di gennaio 2012, rispetto allo stesso mese del 2010, il valore messo in gara sale del 43,7%.


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